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Jazz

All’Auditorium si ricorda Ray Charles

I giovani di oggi dimostrano di apprezzare maggiormente la musica che scatena il ritmo e permette di ballare ed è per questo che nel weekrnd i locali come le discoteche riscuotono spesso il tutto esaurito, ma cè chi invece ha gusti differenti e preferisce apprezzare generi in cui la sonorità è particolarmente evidente.  Uno dei rappresentanti più importanti del jazz è stato certamente ed è per questo che all’Auditorium si è organizzata una serata speciale per rendere omaggio al grande artista di colore.

L’evento avrà soprattutto uno scopo benefico e prevede la presenza sul palco di Ronnie Jones che sarà accompagnato dai Crossfires Band e che non è stato scelto a caso per un’occasione come questa visto che si propone come un talento eclettico che si è proposto anche come autore di brani per altri colleghi tra cui possiamo possiamo citare la collaborazione con Zucchero.Jones già in passato ha dimostrato la sua predilezione per e nel 2006 era stato protagonista di un concerto che si era tenuto in Svizzera e che aveva poi portato alla pubblicazione di un cd e un dvd proprio in ricordo di Charles. L’ incasso che verrà raccolto in questa occasione andrà in favore della onlus “Una mano alla vita”.

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Pat Metheny, un disco per catturare tutte le generazioni

PatI musicisti che sono sulla scena dell’ambito  discografico ormai da tempo per cercare di mantenere il successo piuttosto costante nel tempo devono cercare di rimanere fedeli al loro genere, ma allo stesso tempo seguire i cambiamenti e le tendenze che si sviluppano. sembra averlo capito e così sta per uscire il suo nuovo album, che prende il titolo di “Orchestrion” in cui ha voluto tentare un esperimento decisamente particolare unendo quindi strumenti che si utilizzano da tempo ad altri aspetti pià moderni.

L’artista ha mantenuto il controllo su tutto il lavoro e grazie all’utilizzo di moderne tecnologie è riuscito ad assemblare strumenti acustici ed elettrici, un’opera che rappresenta una sorta di rottura fino al passato e fatta soprattutto per cercare di attirare l’interesse anche delle nuove generazioni. Per Metheny questo disco è un coronamento di un sogno che porta con sè da quando era bambino visto che è sempre rimasto affascinato dagli strumenti di una volta e si è sempre chiesto come mai nessuno avesse voluto provare qualcosa di nuovo e non i brani banali che ascoltiamo attualmente.

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Alex Britti, .23

.23Il 6 novembre è finalmente uscito il dell’originale cantautore romano , dal titolo .23.

Alex ha presentato così il suo nuovo lavoro: “Il 23 è il giorno d’agosto in cui sono nato ed è il titolo giusto per questo molto autobiografico!”. L’album è una miscela esplosiva di blues, , fusion Jazz, pop, folk e reggea.

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Quintorigo – Le Origini Tour

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QUINTORIGO
Le Origini Tour

QUINTORIGO è senza dubbio uno dei gruppi musicali piu’ originali e interessanti degli ultimi anni, che emerge con prepotenza ed intelligenza nell’asfittico mondo musicale italiano, dimostrando che non esistono barriere tra i diversi generi musicali.

Con il loro debutto discografico, ‘Rospo’ (1999 Universal), e con i successivi due album, ‘Grigio’ (2000 Universal) e ‘In Cattività’ (2003 Universal), i QUINTORIGO sono riusciti a vincere una scommessa, lanciata con temerarietà avventurosa: fare musica aperta, ad ampio respiro, connessa tanto con il rock quanto con la canzone d’autore o il , senza puntare sugli strumenti più scontati – per alcuni, essenziali – di oggi, ovvero il trittico chitarra, basso, batteria.
Una sfida che ha felicemente scagliato i Quintorigo nel difficile mondo del pop italiano di alto profilo, differenziandoli subito da tanti colleghi, ottenendo sin dai loro esordi numerosi ed importanti riconoscimenti:
- vincitori assoluti del concorso di Arezzo Wave 1998
- vincitori del Premio della Critica e della Giuria di Qualità al Festival di del 1999;
- Targa Premio Tenco come Miglior Opera Prima;
- Premio come Miglior Arrangiamento al Festival di 2001,
solo per citarne alcuni fra i più importanti.

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Crazy Love – M i c h a e l B u b l è

“Nowwwwwwwww you say you’re loooooonely”

Così canta, apparentemente un po’ ammaccato e malconcio ma con grande passione, Michael Bublè all’inizio del ” uscito venerdì 16 ottobre. La canzone, “Cry me a river”, parla di una storia piena di grida e furia – di un amore finito male. La performance di Bublé dà corpo alla vera essenza dell’anima di un uomo il cui cuore è ridotto in pezzi. Un ricovero per guarire dal rifiuto e dalla rabbia.

E questa è solo la prima canzone!

Probabilmente la conoscete già questa canzone perché è stata cantata con malizioso e sottile disprezzo anche da diversi altri artisti, da Ella Fitzgerald fino a Joe Cocker. Ma la versione di Bublé dona a questo brano sentimentale un senso alcune volte differente e spesso lancinante. “Le mie canzoni sono sempre state d’amore, le mie e quelle di chiunque altro. Questa volta ho voluto spingermi oltre e ho scavato a fondo, molto più a fondo”, dice Bublè del suo .

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Sergio Cammariere, fra poco fuori “Carovane”, il nuovo album

, una delle più gradite voci salite alla ribalta (o ritornate tali) grazie a , aveva già parlato del suo in studio un anno e mezzo fa.
Era maggio del 2008, Cammariere era ancora impegnato in un lungo tour che lo avrebbe portato ad attraversare l’Italia in lungo e in largo, toccando moltissime città, ma già aveva le mani in pasta con del nuovo materiale.
In quel periodo aveva dichiarato di avere pronte ben sette canzoni che avrebbero dovuto far parte di un album di inediti in uscita nel 2009.

Promessa mantenuta e scadenza rispettata.
Il prossimo 30 ottobre uscirà infatti il in studio del compositore jazz di origini calabresi.
Si chiamerà e sarà anticipato dal singolo omonimo, disponibile a partire dal 2 ottobre.
Per le musiche si è affidato ai suoi collaboratori storici: Luca Bulgarelli al contrabbasso, Amedeo Ariano alla batteria, Bruno Marcozzi alle percussioni, Javier Girotto al sax e non ultima ll’Orchestra DIMI diretta da Marcello Siringano.

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George Benson a Roma il 27 novembre

Ecco un altro grande nome inserito nell’inverno dei grandi concerti italiani.
Sto parlando di e della sua data il prossimo 27 novembre al Gran Teatro di .
Considerato uno dei più raffinati ed eleganti chitarristi della scena mondiale, torna in Italia dopo la fortunata data dello scorso luglio, inserendo tra le tappe del suo tour”.

Prezzi naturalmente riservati eslcusivamente ai veri appassionati. Si va dai 55 euro della II Poltrona Numerata ai 75 euro della “Poltronissima”.
Siamo sicuri però che i fan spenderebbero anche di più per poter assaporare dal vivo l’enorme bagaglio tecnico del chitarrista statunitense e i pezzi migliori della sua carriera giunta a toccare i trentacinque anni proprio in questo 2009.
Dal per i timpani sopraffini alle hit sempreverdi come “Give me the night”, “Turn your love around” e “On Broadway”, il divertimento è assicurato.

Bublè nuovo singolo “Haven’t met you yet” in radio da Venerdì

Michael Bublè, cantante e compositore, ha venduto in tutto il mondo oltre 22 milioni di dischi. Il suo ultimo album “Call me irresponsible” del 2007 ha raggiunto la vetta delle classifiche di vendita in oltre 15 paesi e si è aggiudicato un Grammy Award. L’album del 2005 “It’s time” detiene il record di permanenza nella Billboard Traditional chart – due anni pieni. E’ rimasto al #1 per 80 settimane!
Dopo due anni e mezzo dall’ultimo lavoro, il crooner canadese torna con un “CRAZY LOVE”, composto da 11 standard reinterpretati con il classico stile di Bublè e 2 inediti. Il disco è anticipato dal primo singolo, inedito e che porta la firma dello stesso Bublè. Un brano orecchiabile e accattivante, raffinato e pop, già pronto a scalare le vette dell’airplay italiano
‘Haven’t met you yet’

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MICHAEL BUBLE’: il 16 ottobre esce “Crazy love” il nuovo album

Il primo singolo, “Haven’t met you yet”, è un brano inedito che porta la firma dello stesso Bublè.
Dopo due anni e mezzo dall’ultimo lavoro, esce , il di MICHAEL BUBLE’ composto da undici standard reinterpretati con il classico stile di Bublè e due inediti.

MICHAEL BUBLE’ ha trascorso gli ultimi sei mesi registrando tra Los Angeles, New York e la sua città, Vancouver, per creare quest’album che parla degli alti e bassi che, inevitabilmente, si susseguono in una relazione, come sulle montagne russe.

Oltre al singolo “Haven’t met you yet”, scritto da Bublè con Alan Chang e Amy Foster, nell’album, prodotto da DAVID FOSTER, BOB (sua la produzione del singolo) e HUMBERTO GATICA, troviamo “Cry me a river”, “You’re nobody till somebody loves you”, “Georgia on my mind” e “Baby (You’ve got what it takes)”, interpretata con Sharon Jones e i Dap-Kings; , il brano che dà il titolo all’album è la cover della splendida canzone di Van Morrison.
Il CD si chiude con una particolarissima versione di “Stardust” cantata con il gruppo vocale Naturally 7.

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Kills, White Stripes, Queens of, Raconteurs, un solo gruppo.

Questo è un consiglio che viene dal cuore. Il video che vi proponiamo qui sopra, visibile online oppure sul canale Mtv Brand New, è il clip di una band che ha sfornato il miglior disco dell’anno, i Dead Weather. L’album s’intitola “Horehound”, ma il gruppo è composto da: “Udite, udite”, Alison Mosshart dei The , il bassista Jack Lawrence dei , il chitarrista Dean Fertita dei Queens of the Stone Age e il cantante/chitarrista Jack White dei , scusate se è poco. Le immagini qui sopra sono già di per se spettacolari, ma il lavoro di questi artisti con la A maiuscola ha veramente del sublime. Vi si ritrova di tutto: stile, , fascino, magnetismo, psichedelia, sperimentazione, electro, e molto altro ancora. Insomma, provare per credere.