Federica Fornabaio live per presentare il suo disco per pianoforte solo alla Feltrinelli
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Da bambina guardava i cartoni animati, ma invece di giocare con le bambole, fantasticando su principesse e cavalieri, suonava a memoria le colonne sonore dei film d’animazione su un vecchio pianoforte scordato nella sua casa di Andria. E attraverso la musica Federica Fornabaio dava forma alle proprie fantasie, trovando ispirazione in un mare lontano ma perfettamente visibile dalla finestra della sua cameretta.
«Ho una predisposizione naturale per le colonne sonore. – spiega la 24enne Fornabaio – Ognuno dei miei brani nasce da una suggestione di immagini, talvolta statiche, talvolta in movimento. Immagini che mi suggeriscono stati d’animo che accomunano tutti gli esseri umani: dalle paure alle emozioni di un momento di felicità, fino alla sofferenza per alcuni eventi della vita. Le mie composizioni sono la traduzione in musica di questi stati d’animo».
Federica Fornabaio ha un talento artistico sopraffino. E precoce: ha iniziato a studiare musica all’età di 6 anni e già a 11 è stata fra gli allievi migliori di un corso internazionale di perfezionamento di pianoforte con musicisti fra i 25 e i 40 anni d’età. Quest’anno ha diretto l’orchestra del Festival di Sanremo – la più giovane nella storia della gara sanremese – per i due vincitori Marco Carta e Arisa.
Il 18 settembre esce l’album d’esordio “Federica Fornabaio” (Warner Music) con 11 composizioni per pianoforte solo (a cui si aggiungono 3 brani suggestivi e descrittivi disponibili in esclusiva per il download digitale) che testimoniano le straordinarie doti della giovane compositrice e pianista pugliese, capace di spaziare con impronta classica e accenti pop dalla forte emotività di tracce come “Ora, domani, mai più” e “Dreamin’ Lady” alle sonorità più agitate di “Nevrasténja”; proponendo anche intriganti divagazioni musicali nella contaminazione fra culture occidentali e orientali di “OrienTango” e nella versione pianistica della bossanova di “Coffee & Cigarette”. Il disco si chiude con due eleganti omaggi a Ryuichi Sakamoto e Yann Tiersen.
«Sakamoto è il mio guru artistico, perché riesce a creare grandi emozioni con estrema semplicità. Il concept di questo mio disco è proprio suscitare la maggior intensità possibile con la semplicità della forma. L’espressione artistica per me più complessa è comunicare emotivamente tantissimo utilizzando poche note, quelle essenziali per il racconto. È la differenza fra prosa e poesia: la seconda usa poche parole, quelle più giuste e più forti».
La raffinata semplicità delle composizioni di Federica Fornabaio è frutto di un attento sviluppo del primo impulso creativo. «Che nasca in un giorno come “Ricordi in fuga”, in mesi come “Nevrasténja” o sia un’improvvisazione istantanea come “Sunderland”, ogni brano unisce l’aspetto irrazionale dell’ispirazione all’estremo raziocinio per completare lo spartito. Chopin chiamava “tormento” l’azione compositiva per legare fra loro le intuizioni del compositore».
L’album “Federica Fornabaio” è una sorta di diario intimo dell’autrice. «Io esprimo meglio me stessa attraverso il pianoforte, che considero molto più di un semplice strumento: è un’entità in simbiosi con la mia anima». Un disco autobiografico con emozioni che corrono veloci come i “Ricordi in fuga” della sua prima composizione («É lo specchio di come ero a 17 anni: non l’ho cambiata perché è come una fotografia. E le foto che rappresentano dei ricordi non vanno ritoccate mai, nemmeno nell’era di photoshop») oppure sgorgano più lentamente dall’anima come “L’ossessione del mare”.
Più che un’ossessione, il mare è la sua principale fonte d’ispirazione. «È istintivo. Sono cresciuta in una città, Andria, senza il mare; ma dal mio balcone vedevo quello di Trani. È la mia isola che non c’è: il simbolo dell’infinito, una metà così lontana eppure raggiungibile. Amo guardare il mare: mi affascina e mi spaventa allo stesso tempo; come il fuoco o i fulmini del temporale. In questo brano ho cercato di dare voce ai suoni suggestivi emessi dalle onde, che prendono voce come una sirena e nella notte cantano l’ossessione di un nome e la speranza di vederlo riaffiorare dalle acque».
Fortemente autobiografica è pure “Dreamin’ Lady” sull’essenza più romanticamente lunatica dell’essere donna. «Io sono sempre stata divisa fra come sono e come devo essere. Se non sei realmente una cattiva persona, è un grosso errore essere come ti vogliono gli altri. Fin da bambina ho sempre ragionato con la mia testa, senza lasciarmi guidare dalle opinioni comuni; ma per questo sono stata spesso emarginata dai miei coetanei. Mi vedevano come un’aliena incapace di divertirsi perché d’estate frequentavo corsi di pianoforte o pittura invece di fare vacanze tradizionali. Non capivano che io mi divertivo proprio costruendo attivamente i miei progetti. Io non ho mai avuto la presunzione di considerarmi nel giusto, mettendomi sempre in discussione: da qui nascono ragionamenti sulla percezione della verità. Pirandello è stato un faro nella mia ricerca spirituale».
Nel brano “Ora, domani, mai più” il pianoforte di Federica si muove in equilibrio fra due personalità contrastanti. «Diversi modi di affrontare la stessa situazione e nessuno prevale sull’altro, perché il nostro punto di forza è l’equilibrio, che può dar luce a nuovi spunti di riflessione e regalarci serenità. L’equilibrio è un mio grande desiderio e una costante ricerca personale: sono arrivata a buon punto, ma ancora non mi basta».
Fra autonalisi e osservazione della realtà è il brano “Nevrasténja”, che la Fornabaio ha composto anche come elogio al Charlie Chaplin di “Tempi moderni”. «È forse lo stato d’animo più comune nella società moderna. E naturalmente riguarda anche la sottoscritta: ho iniziato a scriverlo quando ho saputo che si stava concretizzando il progetto di questo disco: rischiavo di andare in tilt, perché avevo mille domande e altrettanti dubbi… ma nessuna risposta e certezza. Ho completato il brano al ritorno da Sanremo, dove ho visto molta nevrastenia. Soprattutto la mia, però pochi se ne sono accorti perché l’ho espressa ridendo: non mi piace mostrare la mia sofferenza, perché non voglio mai pesare sugli stati d’animo delle altre persone».
Nel disco di Federica Fornabaio la traccia “Nevrasténja” è preceduta da “Coffee & Cigarette”, ovvero la quiete prima della tempesta. «È un inno al ritorno alla lentezza, al diritto di fermarsi senza lasciarsi coinvolgere dalla frenesia che ci circonda. I ricordi più belli e le esperienze positive hanno bisogno di rivivere, perché ci fortificano e ci rendono ogni giorno migliori. Considero questo brano una mia importante vittoria: temevo di essere ispirata soltanto da sensazioni malinconiche o comunque di disagio; invece questa composizione è figlia di suggestioni piacevoli in cui la riflessione sul passato è un prezioso stimolo per guardare con ottimismo al futuro. In più, anche se vivo a Roma, da buona pugliese ho conservato il rito di una lenta pausa caffé».
“Federica Fornabaio”: titletrack con il commento dell’autrice brano per brano
IL GIORNO PIÙ BELLO
È il brano che ho scritto per il matrimonio di una mia carissima amica, ne ho carpito le sensazioni più profonde, in un percorso emotivo che passa dalla spensieratezza della decisione a compiere un così grande passo al panico per la (lecita) paura di sbagliare, al finale trionfo dell’amore.
ORA, DOMANI, MAI PIÙ
La storia di uno scontro fra due personalità: una divergenza profonda nel modo di affrontare la vita e gli eventi. In questo brano si trasforma in una lotta fra due temi, che si presentano e si sovrastano l’un l’altro, in un continuo gioco di prevaricazione che vede nel finale la vittoria non di uno dei contendenti o la distruzione del vinto, bensì la fusione di entrambi. Perché è l’equilibrio il nostro punto di forza: può dar luce a nuovi spunti di riflessione, può regalarci la serenità.
ORIENTANGO
Un esperimento nato dall’amore per la passionalità di un ritmo occidentale e dall’incanto per le suggestive melodie orientali. È l’idea di fondere due mondi e due culture così diversi e così incredibilmente complementari.
SUNDERLAND
Un brano nato dal genio di Luca Colombo (un chitarrista di grande talento, già collaboratore di Max Pezzali e Nek; nda). Fin dal primo ascolto sono stata tramortita da questa melodia semplice eppure con un impatto incredibile. Ho subito sentito l’istinto di farla mia e interpretarne il candore
COFFEE & CIGARETTE
Un inno al ritorno alla lentezza, al diritto di fermarsi, di prendersi una pausa. Al diritto di starsene immobili e contemplare il mondo che intorno a noi scorre frenetico e manca sempre più della percezione di quel che lo circonda. I ricordi, le esperienze passate, tutto ciò che di più bello abbiamo vissuto, han bisogno d’esser coltivati e di rivivere. Perché anche questo ci fortifica e ci rende ogni giorno migliori
NEVRASTÉNJA
È forse lo stato d’animo più comune nella società moderna. In qualche modo ho cercato di descriverla e allo stesso tempo esorcizzarla, renderla riconoscibile e ridicolizzarla. Anche la calma piatta ne fa parte, ma è una calma fittizia che sfocia inevitabilmente nell’isteria autoindotta. Questo brano non è che un elogio al Charlie Chaplin di “Tempi Moderni”.
L’OSSESSIONE DEL MARE
Palesa la mia musa ispiratrice, sempre fonte di immense emozioni. L’acqua, il mare. Con questo brano ho cercato di dar voce ai suggestivi suoni emessi dalle onde che crescono e s’infrangono sulla battigia, alle gocce che cadendo giù s’infrangono e si mescolano all’immensità. Fino a prender voce come una sirena che da lontano nell’atmosfera magica della notte canta l’ossessione di un nome, nella speranza senza fine di sentirne il richiamo e vederlo riaffiorare dalle acque.
DREAMIN’ LADY
Una descrizione dell’essere donna nel suo essere romanticamente lunatica. Una donna sempre nella delicata condizione di dover scegliere se assecondare se stessa, le sue emozioni, o peggio rimpiangere d’averlo fatto. Noi donne siamo spesso spinte alla rinuncia del nostro essere più profondamente irrazionale, a dimostrare d’essere sempre forti e decise, a non lasciar mai intravedere le nostre debolezze. Nel tormento dell’individuare la giusta strada da intraprendere, per noi o per chi amiamo, rivedo i miei passi, cercando di percorrerne in note il tragitto.
RICORDI IN FUGA
Descrive il momento in cui ci troviamo ad affrontare una perdita profonda: una persona che ha incrociato la sua vita con la nostra e ha rappresentato una pietra miliare della nostra esistenza. I ricordi corrono come un treno in fuga nella nostra mente in una perenne sensazione di stordimento che sfocia inevitabilmente nella rabbia. Ma niente si può innanzi al naturale corso della vita. E inevitabilmente ci si abbandona alla triste rassegnazione.
LE VALSE D’AMELIE (Yann Tiersen)
È uno dei brani della colonna sonora del film “Il favoloso mondo di Amelie” che mi hanno fatto scoprire Yann Tiersen, che apprezzo anche perché attraverso le sue composizioni riesce a far parlare una parte di me. Ho scelto una versione personale molto intensa nella sua semplicità.
MERRY CHRISTMAS MR LAWRENCE (Ryuichi Sakamoto)
Sakamoto è il mio guru artistico: un modello di riferimento per la capacità di suscitare emozioni forti e particolari con estrema semplicità. Questo brano è costruito su una piccola frase ripetuta più volte in modo sempre diverso. Ti colpisce come se l’avessi avuta sempre nel cuore.
Brani in esclusiva per il download digitale
STRUGGLE FOR PLEASURE (Wim Mertens)
Ascoltata da bambina e approfondita da adulta, è un’altra composizione che ha segnato inconsapevolmente il mio percorso pianistico. È stata concepita in origine per pianoforte a 4 mani e 2 sax: la mia è una interpretazione a 2 mani con un’esecuzione un po’ meno ritmata e più prettamente “chopeniana”.
DALLA PARTE SBAGLIATA
Nasce dall’amore per le atmosfere malinconiche francesi: la musica evoca immagini di una Parigi sotto la pioggia animata da musicisti di strada.
POMERIGGIO D’AUTUNNO
È un’improvvisazione registrata in presa diretta, pensando a pomeriggi autunnali nella Germania del nord dove ho fatto lunghe e piacevoli passeggiate in viali alberati.
prima composizione per pianoforte solo tratta dal suo omonimo album d’esordio
ad ottobre live nelle librerie Feltrinelli di Milano, Roma e Firenze
13 ottobre a Milano
20 ottobre a Roma
21 ottobre a Firenze
Federica Fornabaio, la compositrice e pianista che si è fatta conoscere al grande pubblico per aver diretto al Festival di Sanremo i due vincitori Marco Carta e Arisa, ha pubblicato il 18 settembre il suo disco di esordio “FEDERICA FORNABAIO” .
‘Ricordi in Fuga’ è la prima composizione che presenta l’album ed è anche il primo inedito composto a solo 17 anni.
La giovane compositrice e pianista presenterà l’omonimo disco nelle Librerie Feltrinelli di Milano, Roma e Firenze, eseguendo live alcune composizioni e interagendo con il pubblico presente.
Rispettivamente sarà martedì 13 ottobre a Milano (Piazza Piemonte, ore 18.30), martedì 20 ottobre a Roma (Via Appia Nuova, 427, ore 18.00) e mercoledì 21 ottobre a Firenze (via de’ Cerretani 30/32 r , ore 18.00).
“Federica Fornabaio” prodotto da Bruno Santori per Timanfaya contiene 11 tracce tra composizioni originali e due omaggi a Ryuichi Sakamoto e a Yann Tiersen (in esclusiva per il download digitale sono presenti altre 3 composizioni).
L’album “Federica Fornabaio” è una sorta di diario intimo della compositrice dove le emozioni e le note corrono veloci. Tutti i brani testimoniano le doti della giovane Federica, capace di spaziare con impronta classica e accenti pop dalla forte emotività di alcune tracce, alle sonorità più agitate, proponendo anche divagazioni musicali nella contaminazione tra culture occidentali e orientali e nella versione pianistica della bossanova.
Questa la tracks-list dell’album: “Il giorno più bello”; “Ora, Domani, Mai più”; “OrienTango”; “Sunderland”; “Coffee & Cigarette”; “Nevrasténja”; “L’ossessione del mare”; “Dreamin’Lady”; “Ricordi in fuga”; “Le valse d’Amélie (Yann Tiersen); “Merry Christmas Mr Lawrence” (Sakamoto).
Nata ad Andria (Bari) l’8 marzo 1985, Federica Fornabaio ha iniziato a studiare pianoforte in seconda elementare: a 6 anni ha chiesto a papà Mimmo e a mamma Ninì di essere iscritta alla scuola di musica Chopin di Andria. Dopo corsi internazionali di perfezionamento e concorsi di pianoforte Federica prosegue gli studi musicali da privatista sostenendo gli esami al conservatorio di Bari e di Foggia. Tre anni fa partecipa ad uno stage di musica da film a Roma e suona davanti a Ludovico Einaudi e a Giuseppe Piccioni che, manifestando la loro approvazione per l’esecuzione, si chiedono da quale colonna sonora venisse quel brano, in realtà era “Ricordi in fuga”, contenuto nell’album.
Il percorso artistico e il talento naturale di Federica si sviluppano anche nel sorprendente e ambizioso progetto Lafè du Cafè ispirato al teatro Canzone di Giorgi Gaber nel quale collabora con l’attrice teatrale Laura Seragusa.
Il talento della giovane compositrice e pianista non si esprime solo in musica: Federica si diletta anche nella fotografia, è un’eccellente disegnatrice e promette bene come stylist, è appassionata di moda oltre ad essere un’artista ai fornelli.
Un talento naturale per l’arte: amante della fotografia, della pittura, perfino stylist, ma soprattutto musicista e compositrice. La 24enne Federica Fornabaio è un’artista a tutto tondo. Alcuni la ricordano nell’ambizioso progetto musicale Lafé du Cafè. Nel febbraio 2009 l’abbiamo ammirata al Festival di Sanremo come elegante direttrice d’orchestra per i due vincitori Marco Carta e Arisa. Presto tutti resteranno ammaliati dalle composizioni originali, e dalla proposta di cover celebri, del suo disco d’esordio per pianoforte solo.
Nata ad Andria (Bari) l’8 marzo 1985, Federica Fornabaio ha iniziato a studiare pianoforte in seconda elementare: a 6 anni ha chiesto a papà Mimmo e a mamma Ninì di essere iscritta alla scuola di musica Chopin di Andria.
«Non mi è mai piaciuto giocare con le bambole. – ricorda la giovane musicista – Preferivo ripetere a memoria le musiche dei film d’animazione della Disney su una pianola Bontempi e un pianoforte scordato che avevo in casa. Il primo che ho suonato a orecchio è stato “La Bella e la Bestia”».
Il talento naturale è subito evidente. Nel 1996, all’età di 11 anni, partecipa al suo primo corso internazionale di perfezionamento di pianoforte in una classe formata da musicisti fra i 25 e i 40 anni d’età provenienti da tutto il mondo: la sua personalità artistica convince i suoi maestri Nicola Frisardi (Mozarteum di Vienna) e Maurizio Matarrese (Conservatorio Piccinni di Bari) a fare esibire Federica al saggio finale riservato agli allievi più bravi.
«Ho eseguito un brano di Mozart, che durante le lezioni mi era un po’ ostico. Poi mi hanno spiegato che l’aveva scritto di getto tormentato dal dolore per la morte di sua madre: mi sono immedesimata nel suo stato d’animo e l’ho imparato subito. Quella è stata la prima volta che ho associato la musica alle immagini».
Nel 1994 la piccola Fornabaio partecipa al suo primo concorso di pianoforte a Barletta. Un debutto esaltante con un lusinghiero secondo posto. Negli anni successivi, fino al 1999, ottiene altri riconoscimenti importanti come protagonista di concorsi pianistici nazionali e internazionali, nei quali conquista immancabilmente la prima o la seconda posizione.
«Nel ‘99, al termine dell’ultimo concorso cui ho partecipato, uno dei giurati mi ha suggerito di provare a comporre qualcosa di originale. Forse aveva intuito qualcosa, forse aveva intuito che avrei potuto tirar fuori dal cilindro qualcosa di buono. Lo studio di Chopin ha segnato indelebilmente la mia formazione musicale: non ho mai voluto limitarmi alla sola esecuzione tecnica di un brano. Al contrario ho sempre cercato di suonarlo mettendoci anche e soprattutto la mia anima e la mia personale interpretazione uscendo spesso fuori dagli schemi. Esprimere più compiutamente la propria personalità è “più facilmente” permesso con autori come Chopin, Debussy o Satie mentre con Mozart e altri compositori devo necessariamente essere più rigorosa e fedele».
Federica prosegue gli studi musicali da privatista, sostenendo gli esami presso i Conservatori di Bari e di Foggia. L’altra formazione didattica si snoda dal liceo classico al diploma in pubblicità presso lo IED – Istituto Europeo di Design – di Roma. Parallelamente agli studi classicisi appassiona alla musica Anni 50 e ad artisti come Benny Goodman, Louis Prima, Glen Miller, Django Reinhardt, Louis Armstrong, Gorni Kramer e gli altri italiani dello swing.
«A 16 anni ho scoperto Ryuichi Sakamoto grazie a mia sorella Marina. Sakamoto è stato un fulmine nei sensi: mi ha fatto capire che si può essere innovativi anche componendo solo per pianoforte e mi ha spronato a cercare di emulare i miei modelli pianistici, dei quali lui è entrato a far parte sempre più prepotentemente». Ancor più affascinata dalla commistione fra immagini e musica («L’esempio perfetto è “Fantasia” della Disney») Federica Fornabaio nel 2003 vince il Premio Speciale per la Miglior Colonna Sonora al concorso di cortometraggi “Corto per Andria”. Questo riconoscimento alimenta la sua passione per la rappresentazione delle immagini in musica. Nel 2006 si iscrive a un corso di composizione per colonne sonore alla scuola Professione Cinema di Roma e nello stesso anno partecipa a uno stage di musica da film tenuto da Ludovico Einaudi presso la Libreria del Cinema di Roma. Durante un aperitivo musicale organizzato da Einaudi alla fine dello stage, al quale è presente anche il regista Giuseppe Piccioni, Federica esegue al pianoforte “Merry Christmas Mr Lawrence” di Sakamoto e l’inedito “Ricordi in fuga”, il primo brano composto dalla Fornabaio quando aveva 17 anni. A dimostrazione del talento precoce e sopraffino della musicista pugliese, Einaudi e Piccioni, che naturalmente non conoscevano la sua composizione, manifestano apertamente la loro approvazione per l’esecuzione, restando per alcuni minuti convinti che si tratti della colonna sonora di un film famoso di cui non riescono a ricordare il titolo.
«Quel buffo episodio mi ha spinto a proseguire la mia ricerca compositiva. Fino a quel momento la musica per me era uno sfogo personale, una sorta di diario segreto nel quale superare la mia timidezza. Il loro giudizio lusinghiero, specialmente perché inconsapevole, mi ha fatto capire che comporre musica poteva diventare la mia professione».
Il percorso artistico di Federica Fornabaio nel 2007 incrocia quello della brillante attrice teatrale Laura Seragusa: insieme danno vita al sorprendente e ambizioso progetto Lafé du Cafè ispirato al Teatro Canzone di Giorgio Gaber.
«Lafé du Cafè è l’espressione più spensierata della mia musica, pur sempre mantenendo grande attenzione alla ricerca sonora. Mi piace sperimentare sempre e comunque. Trovo che sia un interessante binomio fra modernità e gusto retrò: i testi sono microstorie d’attualità spesso riferite a fatti di cronaca, mentre le musiche, e il look caratterizzato da rossetto e scarpe di un vistoso colore rosso, richiamano lo stile italiano degli Anni 40/50 con molto swing».
Nel maggio del 2008 le due Lafè du Cafè partecipano al Festival di Ghedi: Federica scrive il suo primo arrangiamento orchestrale per il loro brano “Madama Fiume”, che eseguono con la Omnia Symphony Orchestra di Bruno Santori. È proprio il Maestro Santori a parlare di «talento naturale» quando viene a sapere che si trattava del suo primo arrangiamento orchestrale in assoluto. Impressionato dalle doti di pianista, compositrice e arrangiatrice, il direttore convince la Fornabaio a frequentare le lezioni di direttrice d’orchestra nel suo Corso Internazionale di Interpretazione Musicale.
La Warner Music decide di portare Federica Fornabaio al Festival di Sanremo 2009 come direttrice d’orchestra per Marco Carta e Arisa. E come sempre nella sua ancora breve ma già prestigiosa carriera, Federica ottiene il risultato massimo: è la prima direttrice d’orchestra donna a vincere il Festival di Sanremo in entrambe le categorie nella stessa edizione.
«Lavorare con Arisa mi è piaciuto moltissimo, anche perché quella canzone ha un atteggiamento artistico molto vicino a Lafé du Cafè. Marco Carta è un interprete notevole: quando l’ho sentito cantare il soul, mi ha fatto venire la pelle d’oca».
Il talento di Federica Fornabaio non si esprime solo in musica. Si diletta nella fotografia («Mi piacciono soprattutto i ritratti»), un eccellente disegnatrice e promette bene pure come stylist. «Mi piace inventare stili e abbinamenti. Sono appassionata di moda: prediligo un look chic e raffinato, senza essere mai eccessiva o adombrare la mia forza di carattere. Il mio modello è Katharine Hepburn». È un’artista anche dei fornelli: « Sono un’ottima cuoca. E una perfetta casalinga ».

